petak, 21 februar 2014 21:52

La guerra civile in Ucraina mostra la natura reale dell’Unione Europea e la catastrofe in cui la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti spinge il mondo!

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La crisi generale del capitalismo mette l’uno contro l’altra le maggiori potenze imperialiste. Ogni gruppo imperialista deve assicurare la valorizzazione del suo capitale. La massa del capitale finanziario ha raggiunto dimensioni tali che non solo non è più di sollievo all’economia reale capitalista ma la succhia e soffoca. Ogni potenza imperialista deve assicurare stabilità al suo potere entro i confini del suo Stato e a questo fine deve spogliare e devastare altri popoli e paesi. Il sistema imperialista mondiale porta l’umanità alla guerra. La Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti è la troupe teatrale della resistibile catastrofe che incombe su di noi. L’imperialismo USA guida la marcia. I suoi gruppi politici reazionari, gli esponenti del governo reale degli USA, scrivono il copione che l’assistente del Segretario di Stato USA agli affari eurasiatici, Victoria Nuland, ha avuto la sfrontatezza di esporre proprio a proposito della crisi in Ucraina: Vaffanculo l’Europa! I neocon USA scrivono il copione e Obama recita la parte del capo nel teatro dei burattini.

Corroso dalla crisi generale del capitalismo ma dotato di una potenza militare e finanziaria unica nel mondo attuale,  l’imperialismo USA conduce una politica di sovversione in tutti i paesi dove vi sono governi che ostacolano i suoi interessi e che non sono proni ai suoi ordini: dalla Cina alla Siria, dal Venezuela alla Russia. In ogni paese, proprio a causa dell’ordinamento sociale che vi regna, trova materia infiammabile in abbondanza. Dilaga la sua opera di sovversione contro i gruppi e gli Stati imperialisti concorrenti, a danno dei popoli oppressi e delle classi sfruttate che sono usati dai gruppi imperialisti come carne da macello, come pedine per i loro affari.

L’imperialismo USA cerca di fare con maggiore successo e su scala maggiore quello che nel secolo scorso i nazifascisti di Hitler e Mussolini cercarono di fare in Europa, nell’America del Sud e in Africa, quello che i militaristi giapponesi cercarono di fare in Cina e in Asia. Il loro progetto fallì perché allora in Russia vi era il saldo ordinamento dell’Unione Sovietica guidata da Stalin, perché il Partito comunista cinese di Mao Tse-tung prese la testa della rivoluzione di nuova democrazia, perché la prima Internazionale Comunista chiamò tutti i popoli europei alla Resistenza contro il nazifascismo e tutti i popoli oppressi dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina alla lotta antimperialista di liberazione nazionale.

Il percorso e lo sbocco del progetto di dominio del mondo messo in atto in questi anni dall’imperialismo USA non dipenderà dalla potenza delle sue armi, ma principalmente dai tempi e modi della rinascita del movimento comunista. Noi comunisti dobbiamo assumercene la responsabilità, imparando dall’esperienza della prima ondata della rivoluzione proletaria per adempiere con successo il nostro compito.

L’Jugoslavia è stata da venti anni a questa parte un teatro esemplare della lotta nella Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti per il predominio nel mondo: una lotta per molti aspetti subdola o per interposta persona, ma non per questo meno reale, come lo fu la guerra fredda. L’imperialismo USA è riuscito a stabilire in gran parte dei paesi dell’Europa orientale (“la nuova Europa”) e in molti paesi asiatici una vasta rete di basi militari e di agenzie di spionaggio e controllo, che non hanno scrupoli a ricorrere ad assassini mirati, a sequestri di persona e a ricatti d’ogni genere per fare andare le cose secondo i propri interessi, ovviamente nei limiti in cui la borghesia per sua natura lo può fare, perché il capitalismo ha leggi sue proprie che i suoi funzionari non riescono a modificare, anche se le capissero.

In Ucraina in questi giorni le manovre dei gruppi e delle potenze imperialiste si dispiegano ancora più chiaramente che nel passato.

Le “organizzazioni non governative” naziste degli imperialisti USA hanno mobilitato con abbondanza di mezzi una parte importante delle masse popolari contro il regime criminale oggi capeggiato da Viktor Yanukovich, ieri dagli eroi della “rivoluzione arancione” del 2004, Julia Tymoshenko & C. L’obiettivo del progetto è fare dell’Ucraina un bastione dell’imperialismo USA, come la Polonia, l’Ungheria o il Kosovo, ma più grande e più avanzato: un cuneo che deve impedire che si rafforzi la collaborazione della borghesia imperialista europea, in particolare franco-tedesca, con la Russia di Putin & C, fino a costituire una concentrazione di forze economiche, finanziarie e militari in grado di contendere alla borghesia imperialista USA il dominio del mondo. Nell’attuazione di questo progetto l’imperialismo USA ha nemici ma anche alleati potenti. La manovra USA in Ucraina non avrebbe potuto dispiegarsi fino al punto che ha raggiunto e assumere le forme territoriali che ha assunto, senza il concorso del Vaticano. La Corte Pontificia ha ereditato dalla storia nella chiesa cattolico-orientale uniate dell’Ucraina una rete di potere da sempre importante e combattiva: essa è uno dei motori della rivolta in corso che ha le sue basi principali appunto nella Ucraina occidentale. D’altra parte la Corte Pontificia con la sua Chiesa è una potenza mondiale ed ha interessi suoi propri che non coincidono con quelli della borghesia franco-tedesca e che non persegue solo attraverso il governo della Repubblica Pontificia italiana.

La rivolta di una parte importante delle masse popolari ucraine promossa dall’imperialismo USA sembra diretta contro la Russia che per di più proprio in Ucraina, a Sebastopoli in Crimea, ha la base principale della sua marina del  Mediterraneo. Ma circondando la Russia, l’obiettivo USA non è solo eroderla pezzo dopo pezzo, ma soprattutto impedire la sua alleanza con la Germania e la Francia. L’operazione USA è in realtà diretta anche contro l’UE e la borghesia imperialista franco-tedesca. Questa quindi, una volta partita la rivolta, non può stare a guardare e lasciare agli USA il monopolio delle forze in rivolta contro Yanukovich. Deve manovrare contro Yanukovich per avere influenza tra i rivoltosi, ma deve soprattutto impedire che l’Ucraina diventi una nuova più grande Polonia.

Il risultato è che migliaia di uomini e donne disperati, esasperati e decisi a tutto, anche a morire, sospinti e armati da squadre di agenti di “organizzazioni non governative” naziste USA e polacche, ma anche italiane (vaticane), tedesche e francesi si battono senza tregua contro gli agenti anch’essi abbrutiti di un potere criminale che ha già fatto emigrare dall’Ucraina alcuni milioni di uomini e di donne che in Europa fanno i rapinatori, le prostitute o i mestieri più miserabili (mentre decine che non sono emigrati muoiono come minatori sottoterra nel loro stesso paese). Milioni di uomini e donne disperati, esasperati e decisi a tutto, anche a morire, sono pedine inconsapevoli e disperate di un gioco tra imperialisti USA che vogliono impedire che Francia e Germania si mettano d’accordo con la Russia, e gli imperialisti tedeschi e francesi che cercano l’accordo con la Russia per aver la forza di far fronte agli imperialisti USA.

È probabile che nella prima mano di questo gioco criminale gli USA l’avranno vinta sulla UE, come Berlusconi l’ha vinta su Renzi: la destra estrema obbliga la destra moderata a rincorrerla. Ma la vera questione che noi comunisti dobbiamo porci è perché non siamo noi comunisti a mobilitare e guidare le masse di disperati ed esasperati disposti a tutto che la crisi generale del capitalismo mobilita, perché non siamo noi comunisti a mobilitarli e guidarli a insorgere e vincere contro i poteri criminali che li schiacciano, contro gli imperialisti che li usano come pedine dei loro affari.

La risposta è: perché noi comunisti non abbiamo ancora tratto abbastanza a fondo gli insegnamenti della prima ondata della rivoluzione proletaria, non abbiamo ancora sviluppato abbastanza nella pratica quegli insegnamenti, non li applichiamo ancora su scala abbastanza vasta nel nostro lavoro. Il marxismo-leninismo-maoismo non è ancora la guida dell’attività che effettivamente svolgiamo, lavoriamo ancora troppo alla cieca, in maniera spontanea, guidati dal senso comune. Non abbiamo ancora effettivamente, nella nostra pratica, superato i limiti che nel secolo scorso hanno impedito ai comunisti di portare la prima ondata della rivoluzione proletaria fino alla vittoria, fino all’instaurazione del socialismo nei paesi imperialisti, nonostante l’eroismo di cui hanno dato prova.

Alla vigilia della prima Guerra Mondiale, nel novembre del 1912, i comunisti (che allora si chiamavano socialisti o socialdemocratici) tennero un congresso straordinario a Basilea e in una solenne Risoluzione unanimemente votata ammonirono i governi imperialisti d’Europa che se avessero osato scatenare la guerra che era nell’aria, i comunisti si sarebbero messi alla testa della rivolta delle masse popolari e li avrebbero rovesciati. La Risoluzione è passata alla storia per il contrasto tra quanto in essa i partiti socialisti proclamavano e la condotta che la maggior parte di loro effettivamente tenne quando nell’agosto del 1914 la guerra incominciò.

Il corso delle cose pone nuovamente noi comunisti in una situazione analoga a quella di quegli anni, di un secolo fa. Oggi però sappiamo che la rivoluzione socialista non scoppia: non diventeremo d’un colpo, quasi per miracolo, capaci di fare quello che non facciamo già oggi. La rivoluzione socialista la dobbiamo costruire, è una guerra popolare rivoluzionaria che dobbiamo promuovere. Ed è la sola via per prevenire la guerra verso cui la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti spinge il mondo o per fare della guerra che la CI promuove la tomba definitiva dell’imperialismo. Il primo dei paesi imperialisti che romperà le catene della CI, mostrerà la strada e aprirà la via anche alle masse popolari degli altri paesi, oltre che potersi giovare del loro appoggio.

In ogni paese imperialista i comunisti devono trovare e indicare alle masse popolari la strada adatta alle condizioni specifiche del paese per fare la rivoluzione, cioè per promuovere la guerra popolare rivoluzionaria e mobilitarle e organizzarle perché la seguano. Ma in definitiva tutte le vie per cambiare l’attuale corso delle cose si sintetizzano in una  via comune: nella rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato, rinascita che può avvenire solo facendo tesoro degli insegnamenti delle vittorie e delle sconfitte della prima ondata della rivoluzione proletaria, rinascita che certamente avverrà perché noi comunisti la perseguiremo con sempre maggiore scienza e coscienza.

La concezione comunista del mondo non è una filosofia da cui si deduce la realtà: è una scienza che guida chi la assimila e la usa per trasformare la realtà, una scienza che viene verificata e arricchita dalla pratica della trasformazione sociale. La rivoluzione socialista la impariamo a fare facendola guidati dalla sua scienza, dalla concezione comunista del mondo, dal marxismo-leninismo-maoismo.

Il compito principale di noi comunisti italiani oggi, consiste nel mobilitare le masse popolari del nostro paese perché costituiscano un loro governo d’emergenza che rompa le catene della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti: il primo indispensabile passo verso l’instaurazione del socialismo in Italia.

Avanti quindi compagni, nell’adempiere il nostro compito!

Gli operai avanzati devono costituire in ogni azienda Organizzazioni Operaie che oltre ad assumere la direzione delle proprie aziende si colleghino con le OO delle altre aziende costituendo la rete delle istituzioni di base del Nuovo Potere!

Devono “occupare le fabbriche” per salvaguardarne l’esistenza e “uscire dalle fabbriche” per mobilitare tutte le masse popolari a porre fine al corso catastrofico delle cose che la borghesia e il clero impongono: due compiti inscindibilmente connessi tra loro!

Trasformare la ribellione e la protesta in organizzazione delle masse popolari fino alla costituzione del Governo di Blocco Popolare, il governo d’emergenza delle masse popolari organizzate!

Costituire clandestinamente in ogni azienda privata e pubblica e in ogni zona Comitati di Partito, moltiplicare le OO e le OP e favorire il loro coordinamento e l’orientamento a costituire un loro governo d’emergenza!

La costituzione del Governo di Blocco Popolare sarà un passo verso l’instaurazione del socialismo!

Pročitano 5380 puta Poslednji put izmenjeno subota, 22 februar 2014 20:49

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